Domande frequenti

Hanno l’ADHD tutti i bambini impulsivi, iperattivi e disattenti?
Assolutamente NO. Bisogna vedere se queste caratteristiche si presentano con intensità superiore a quella attesa per la sua età cronologica, età mentale e l’educazione ricevuta; se hanno carattere cronico;si presentano in più di un ambiente e se sono state scartate altre possibili patologie che spiegano i sintomi osservati.

Non è che li confondiamo con bambini maleducati?
Possiamo trovare tre gruppi di bambini:

  • Bambini “maleducati” che sembrano ADHD, ma non hanno questo disturbo.
  • Bambini ADHD che sono “maleducati” (frequentemente perché sono più difficili da educare). Il suo comportamento non è dovuto al essere maleducati ma alle difficoltà nelle funzioni esecutive che affettano allo stesso tempo alla capacità di autoregolazione e autocontrollo. In questi casi la cattiva educazione può peggiorare gravemente i sintomi.
  • Ci sono bambini ADHD con una buona educazione e in questo caso i sintomi vengono attenuati perché sono riusciti ad allenare la sua capacità di autocontrollo.

Se io ero uguale e non sono andato dallo specialista. Perchè dovrei portare mio figlio?
A volte facciamo fatica a credere che nostro figlio (uguale a sua mamma,a suo papa o a un famigliare)possa avere dei problemi quando questi non li hanno avuto. Ci sono dei motivi importanti per cui un padre che non è stato diagnosticato deve aiutare suo figlio ad avere una diagnosi .

  • Non è lo stesso essere educato per un padre/madre senza ADHD che per uno con sintomi di ADHD. Magari i tuoi non ce l’avevano.
  • La società è sempre più competitiva.
  • La società nella quale cresce tuo figlio fomenta la mancanza di controllo e la ricerca del piacere immediato. Le autorità non sono definite chiaramente; predomina l’egocentrismo e favorisce i sintomi ADHD.
  • Magari non ti interessa se tuo figlio finisce gli studi ma non puoi decidere per lui e devi offrirgli le risorse per accedere a questi.

Come devo parlare con mio figlio?
Non c’è solo una risposta. Ci sono diversi fattori da considerare:

  • Età del bambino.
  • L’informazione che il bambino ha sull’ADHD grazie a quello che ha sentito in casa (sempre molto di più di quello che noi pensiamo), o a quello ricevuto da altre fonti (gli amici, internet,ecc)
  • L’attitudine dei genitori rispetto al disturbo.

È importante che sia informazione positiva che lo possa aiutare a conoscersi e capirsi meglio. Visto che ogni caso è diverso sarebbe adeguato rivolgere  la domanda al psicologo o psicoterapeuta che segue il bambino.

Dovrebbe essere presente mio figlio quando parliamo con lo specialista?
Consideriamo che il bambino dovrebbe essere presente SOLO quando quello che dovrà sentire può aiutarlo a migliorare.
Qualsiasi informazione ha un suo momento e una sua età. Ci sembra dannoso che il bambino sia presente, in particolare, durante l’elaborazione della storia clinica. Cioè nel momento che i genitori raccontano allo specialista per prima volta tutta la storia del bambino e la sua sintomatologia attuale.

Dobbiamo nascondere il suo problema?
Assolutamente NO. Sarebbe assurdo nascondere un problema che il bambino vive tutti i giorni. Bisogna dargli l’informazione necessaria in ogni momento. Si deve parlare tranquillamente della sua disattenzione, la sua impulsività e il suo bisogno di muoversi frequentemente. Bisogna analizzare con lui i sintomi del disturbo ma non si deve dire che tutti questi sintomi insieme sono considerati un “disturbo”.
E’ importante che abbia un’idea chiara e ottimista del ADHD e che non diventi un peso per il suo sviluppo.

Devo dirlo al suo insegnante? È se viene targato?
A volte pensiamo che se non si parla con l’insegnante verrà trattato meglio o quantomeno “come gli altri”. Tanti genitori hanno anche paura che venga targato e pensano che venga usato contro suo figlio.
In realtà bisogna pensare che tua figlio ha un problema così evidente che con un nome o senza, si vede.
A volte “mettere un nome a quello che succede a mio figlio” serve di aiuto perché sia capito e che la conoscenza delle sue caratteristiche può aiutare a che sia trattato meglio e le aspettative siano adatte alla realtà.

Come spiegarlo ai nonni?
Ovviamente secondo come siano i nonni.

  • Pensa se è più conveniente parlare dei sintomi invece di nominare la parola “disturbo”. Puoi dirgli che il psicologo ti ha detto che è un bambino intelligente, creativo e buono ma che è immaturo; che deve allenarsi nell’autocontrollo e in conseguenza bisogna iniziare a richiederli certe cose in casa, poco a poco.
  • Certe persone quando sentono parlare di disturbo tendono a proteggerlo e dargli tutto fatto. Bisogna far capire che queste è da evitare.
  • In altri casi i nonni sono capaci di capire il problema e aiutano la famiglia.

Come dirglielo ai fratelli?

Bisogna iniziare per educare i nostri figli nel rispetto delle differenze. Che si aiuta ognuno in funzioni di quello che abbia bisogno per crescere, essere felice e svilupparsi e che si valora e premia lo sforzo fatto.
Quando parliamo di quello che succede con il suo fratello con ADHD, parleremo di condotte concrete, non di “disturbo”.
Eviteremo il segreto tra fratelli. Non possiamo dare informazione a un fratello su qualcosa che vogliamo che rimanga ancora occulto al bambino con ADHD.

Come rispondere alle domande del bambino con ADHD?

Domande Suggerimenti
Perchè devo andare da uno psicologo Perché sei molto sbadato, ti organizzi male e sei troppo impulsivo .Questa persona ti insegnare trucchi e strategie per avere un buon rendimento a scuola.
Cosa ho? Niente di speciale. Quello che ci hanno detto è che lavori più velocemente di quello che puoi e per questo hai delle dimenticanze e le tue verifiche non dimostrano quello che hai studiato. Devi imparare a organizzarti, essere riflessivo e non distrarti. Ci hanno anche detto che sei creativo, hai un vocabolario sopra la tua età e sei intelligente e buon amico dei tuoi amici.
Perchè devo fare dei test? Ti fanno delle prove per conoscerti meglio. Se questa persona vuole aiutarti dovrà sapere cosa sai fare bene e cosa no, le strategie che usi per risolvere i problemi e quelle che non conosci per insegnartele.
E mio fratello? Non deve venire? Queste visite servono a tutti, magari più avanti viene anche lui. Adesso vieni tu che sei il più distratto; lui dovrà allenarsi su altre cose che fa più fatica a fare.
Non voglio andare dallo psicologo, non sono pazzo!!(adolescente).Non voglio che i miei amici mi prendano in giro. Al psicologo non si va per essere pazzi ;lo psicologo aiuta le persone a conoscersi meglio e a prendere il meglio di se stessi. Andrai perché penso che ti può aiutare.
Non voglio andare!!C’è gente nella mia classe che va molto peggio e non va dallo psicologo. Ti sbagli. Lo psicologo è un aiuto e la realtà è che solo i ragazzi che hanno dei genitori che si preoccupano e possono pagarlo hanno questa opportunità. Approfittarne o no dipende da te.