Suggerimenti generali ai genitori

Ogni giorno noi genitori dobbiamo confrontarci con sfide in una faticosa alternanza tra difficoltà e miglioramenti, contrasti e conquiste.

Come genitori e quindi educatori il nostro è un compito delicatissimo e costante di responsabilità nell’accompagnare il proprio bambino, passo dopo passo e mano nella mano, a riconoscere i problemi e a predisporre soluzioni adeguate, indirizzandolo verso i comportamenti più appropriati, a casa, a scuola e nella vita di interazione.

Per rendere la vita di voi genitori e quella del vostro bambino meno problematica e più regolare servono tenacia, pazienza e perché no qualche utile suggerimento:

  • aiutatelo ad affrontare il più serenamente possibile gli eventi che lo attendono, prevenendo e pianificando le sue attività
  • fornite loro spesso delle spiegazioni e commentate le sue azioni, sbagliate o corrette per facilitarlo a comprendere come si sta comportando
  • stabilite regole chiare, sintetiche e trascrivetele su un tabellone, affinchè possano essere consultate facilmente
  • concordate premi e ricompense: dovranno essere motivate con significato chiaro, e di conseguenza risulteranno più  efficaci. I premi non devono essere costosi.
  • nel caso si arrivasse a dover infliggere (come estrema ratio) una punizione, non fate lunghi discorsi o prediche, non mostratevi deboli, reagite con informazioni chiare, connesse strettamente all’evento.
  • ogni qualvolta c’è stato un comportamento positivo elogiatelo/la e infondete sicurezza nel vostro bambino.
  • preparatevi ad affrontare giorni buoni e giorni meno buoni
  • usate sovente l’umorismo. Con un pizzico di umorismo, sarete in grado di evitare i conflitti.
  • da ricordare ogni giorno: prendervela con il vostro bambino, con voi stessi o con il coniuge non aiuterà. State sempre uniti e cercate di fare tutti del vostro meglio.

Favorire un clima positivo a casa

Di seguito vengono riportati alcuni consigli pratici per i genitori, su come gestire l’ADHD creando un clima positivo a casa:

  • agite, non fate prediche. L’ADHD è un disturbo che diminuisce la capacità di controllo del vostro bambino/a; ecco perché ha difficoltà a comportarsi come vorreste. Si tratta di un problema di gestione del comportamento, non di comprensione. Non serve parlare, spiegare o “predicare” il comportamento corretto. Volete vedere risultati? Usate spesso e rapidamente commenti positivi, premi e ricompense e evitate invece le critiche, le “prediche” o la ripetizione delle regole
  • siate positivi. Spiegate i comportamenti desiderati in modo positivo. Prima decidete cosa volete che il bambino faccia e poi spiegateglielo. E stabilite una lista di premi per incoraggiare lo sviluppo interiore di tali comportamenti. Le punizioni, infatti, anche se possono sembrare efficaci all’inizio, non riescono poi, nel lungo periodo, a controllare i comportamenti indesiderati
  • elogi, elogi, sempre più elogi. I bambini con ADHD hanno bisogno di elogi più spesso dei bambini “normali”: ciò li aiuta a controllare i loro comportamenti e a migliorare i risultati del proprio lavoro
  • siate costanti negli elogi. Incoraggiate i bambini ogni volta che potete, con commenti brevi o anche con incoraggiamenti fisici (es. piccole pacche sulle spalle). Più in fretta elogiate il bambino/a dopo che ha ubbidito o si è comportato come volevate, meglio è
  • date ricompense semplici, ma rapide. I bambini con ADHD mostrano di aver bisogno di molti premi che possono vedere o sentire. Si può trattare di elogi verbali, di piccoli premi, ma anche della vostra presenza e del contatto fisico con il bambino. Le ricompense servono al bambino perché lo aiutano a gestire o a controllare i comportamenti. Ma ricordate: non è importante l’entità del premio, quanto la rapidità con cui lo date
  • cambiate i premi, siate creativi. Se cambiate spesso le ricompense aiutate il bambino a non annoiarsi con la vostra lista di premi e a mantenere l’attenzione sui comportamenti desiderati
  • siate preparati. Voi sapete, per esperienza, in quali situazioni sociali il comportamento del vostro bambino è difficile da gestire (es. spesa al supermercato). Potete pianificare la gestione dei problemi prima che accadano, in modo da diminuire la probabilità che i problemi inizino. Seguite queste 5 “mosse” prima che il bambino si trovi in un ambiente “a rischio”:
    • rivedete 2/3 regole con il bambino, facendogliele ripetere a voce alta
    • stabilite una piccola ricompensa per premiare il bambino se segue le regole
    • stabilite anche una piccola conseguenza della disubbidienza delle regole
    • non appena siete nella situazione, date attenzione e rassicurazione continua al bambino perchè segua le regole concordate
    • commentate immediatamente e brevemente i comportamenti corretti o sbagliati
  • scegliete le vostre “battaglie”. Imparate a conoscere quali “battaglie” portare avanti e quali lasciare: concentratevi sulle cose che sono importanti per voi e per il bambino, ma non impuntatevi su comportamenti trascurabili e privi di importanza
  • non rimproveratevi. Non rimproveratevi quando le strategie con il vostro bambino non funzioneranno. Non pensate di essere un cattivo genitore se non otterrete sempre ciò che desiderate. I bambini con ADHD attraversano normalmente periodi più o meno difficili, ma ciò è parte del disturbo di vostro figlio, non dipende da quanto siete bravi come genitori
  • siate indulgenti. Alla fine di ogni giorno, perdonate il vostro bambino/a per i suoi errori, gli altri per i loro giudizi sul vostro modo di accudire vostro figlio, e voi stessi per gli sbagli che pensate di avere fatto nella educazione di vostro figlio
  • dedicategli una mezz’ora speciale. Si chiama “floor time”(tempo sul pavimento) e si tratta di un’opportunità per condividere con vostro figlio un’attività con lui, stando insieme e seguendo le sue proposte. Concretamente, usate almeno mezz’ora al giorno per stare insieme, dando al bambino la vostra totale attenzione: non insegnategli matematica e non fatevi distrarre dal preparare la cena
    • cosa fare per es.: Tutto quello che il bambino vuole: fategli scegliere il gioco, fategli decidere l’azione e fatevi dirigere dal bambino. Voi dovete partecipare attivamente senza assumere il controllo. Porvi al suo livello e concentrare la vostra attenzione su di lui aiuta moltissimo il bambino, che si sentirà capito e amato

Non è colpa dei genitori

  • i genitori provano spesso un senso di disorientamento e confusione
  • hanno la necessità di poter chiedere alla scuola un PDP adeguato
  • confronti costanti e positivi con i docenti del proprio figlio/a
  • reale riconoscimento del disturbo
  • conoscere le direttive BES e i diritti dei figli ADHD

In generale i genitori provano impotenza ed inadeguatezza al loro ruolo di educatori di fronte ad un disturbo cosi complesso che investe sia la sfera emotiva che comportamentale nel genitore cosi come nel minore.

E’ fondamentale diventare genitori consapevoli ed informati per sostenere al meglio il proprio figlio/a e accompagnarlo/a nell’acquisizione di esperienze positive anziché negative.

Sovente i genitori sono additati come cattivi educatori ma non è colpa loro. Sicuramente il Parent Training è un percorso che aiuta moltissimo i genitori nell’acquisizione di tecniche e strategie utili al miglioramento comportamentale del minore ed è utile a creare un clima più positivo in famiglia.

E’ auspicabile per il miglioramento comportamentale del figlio/a con ADHD creare un clima collaborativo all’interno della famiglia in un clima di ascolto attivo e coerenza di metodologie educative.

Parent Training

L’attività del gruppo psicoeducativo si articola nel seguente programma:

  • dieci incontri di due ore ciascuno a cadenza quindicinale;
  • gruppo chiuso. Da un numero minimo di tre ad un numero massimo di dieci coppie di genitori; è possibile partecipare anche come genitore individualmente;
  • colloquio preliminare. Precedentemente all’ingresso ogni coppia di genitori o genitore svolge un colloquio individuale di conoscenza, valutazione delle problematiche specifiche del figlio e della famiglia e definizione degli obiettivi specifici individuali e familiari;
  • incontro conclusivo.Terminati i dieci incontri è previsto un incontro conclusivo individuale con ogni coppia genitoriale, di valutazione degli obiettivi individuali e familiari raggiunti

Incontri di AUTOMUTUO AIUTO (gruppo AMA)

  • è prevista la possibilità che, terminato il training con il terapeuta , il gruppo di genitori continui a incontrarsi periodicamente secondo un modello di lavoro riferibile ai GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO
  • il terapeuta parteciperà ad alcune riunioni di auto aiuto

Obiettivi generali:

  • informare sulle caratteristiche specifiche e i sintomi primari del   bambino con ADHD;
  • educare i Genitori alla prevenzione, al riconoscimento e alla gestione delle situazioni conflittuali legate a questo disturbo;
  • informare i Genitori sulle strategie di riduzione dello stress volte ad accrescere il livello di tolleranza ed accettazione da parte dei genitori delle dinamiche relazionali cognitivo-emotive e comportamentali dei figli con ADHD;
  • allenare i Genitori a diventare capaci di usare le proprie capacità educative sia a livello esplicito (verbale) sia implicito (intuitivo), nella direzione dell’aumento della consapevolezza dei pensieri, delle paure e dei bisogni sottesi alle parole e ai comportamenti dei figli con ADHD;
  • socializzazione e sostegno tra genitori. Rottura dell’isolamento delle famiglie

Obiettivi specifici:

  • migliorare la conoscenza dei genitori in merito al disturbo del figlio e al trattamento farmacologico (se presente);
  • indicare le modalità di intervento di fronte a comportamenti disturbanti e a momenti di crisi;
  • accrescere la capacità dei genitori di far fronte a situazioni di stress;
  • apprendere alcune abilità di comunicazione;
  • aumentare le capacità dei genitori di tollerare, riconoscere, gestire e comunicare i propri stati emotivi;
  • aumentare la capacità di riconoscere e comprendere i bisogni, gli affetti e gli stati mentali dei figli con ADHD;
  • aiutare ogni coppia a definire e raggiungere obiettivi personali inerenti il rapporto con il proprio figlio;
  • aiutare i genitori a definire e raggiungere obiettivi personali che coinvolgano l’intero nucleo familiare;
  • valorizzazione e rafforzamento del ruolo del genitore;
  • conoscere nuove pratiche educative, esplorare alternative, soprattutto dopo lo scambio di esperienze pratiche e suggerimenti creativi fra membri del gruppo e/o conduttore;
  • permettere il cambiamento: ogni persona diventa agente di cambiamento , rispetto a sé stessa, il coniuge, i figli, gli altri genitori, il territorio

Token Economy

Tradotta in italiano come economia simbolica, economia a gettoni o anche sistema di rinforzo a gettoni è una tecnica comportamentale che consiste in una forma di “contratto educativo” tramite il quale l’educatore stipula un accordo con il soggetto: ad ogni comportamento corretto, quest’ultimo riceverà un gettone (o altri oggetti simbolici) e ad ogni infrazione gliene sarà tolto uno o non gliene verrà assegnato alcuno. In cambio di un certo numero di gettoni sarà garantito al soggetto l’accesso ad un “rinforzo” materiale (premio).1


1Nuzzo V., Manuale per la diagnosi e la terapia ADHD per il pediatra pratico e il pediatra di famiglia, Giuseppe De Nicola Editore, Napoli 2002, pagg. 93, 94.

Mindfulness – una tecnica efficace

È una modalità di prestare attenzione, momento per momento, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

Migliorare questa modalità di prestare attenzione permette di cogliere, con maggiore prontezza, il sorgere di pensieri negativi che contribuiscono al malessere emotivo. La padronanza dei propri contenuti mentali e degli stili abituali di pensiero (capacità di automonitoraggio e metacognizione) permette maggiori possibilità di esplorazione, espressione e cambiamento di tali contenuti.

Una gran quantità di pensieri negativi deriva dalla critica che il soggetto fa a sé stesso per il fatto di sentirsi ansioso, depresso o a disagio. Ai pensieri negativi (primari) che alimentano i disagi emotivi, si aggiungono ulteriori pensieri improduttivi (secondari) su di sé. Questo meccanismo di autoaccusa e autobiasimo genera una spirale che dà origine al ruminio depressivo. La persona si pone così in una condizione di nemica di se stessa, anziché di alleata di se stessa. L’allenamento della consapevolezza permette di affinare l’attenzione verso questi meccanismi che deteriorano l’umore e depotenziano le capacità di ripresa psicologica o la prevenzione delle recidive depressive.

La teoria della mindfulness parte dalla riscoperta di metodi di cambiamento psicologico improntati a modalità intuitive di conoscenza di sé, in integrazione a metodi discorsivi e verbali di risoluzione dei problemi. In altri termini, prima di promuovere la messa in discussione delle convinzioni erronee o irrazionali che generano la sofferenza, il terapeuta agisce aiutando innanzitutto la persona a cambiare la relazione con i propri contenuti mentali. Si è arrivati ad osservare che gran parte della sofferenza dipende infatti dall’identificazione coi pensieri (“io sono i miei pensieri”, “i pensieri sono fatti“), mentre il primo passo verso il cambiamento avviene grazie ad un allontanamento cognitivo dalle esperienze che si impongono nel campo di coscienza (“io ho dei pensieri”, “i pensieri sono ipotesi“).

Tale cambiamento genera la capacità flessibile di operare, quando necessario, un distacco dai contenuti mentali, che consente di osservarli con maggiore chiarezza. Questo distacco (detached mindfulness) diminuisce la reattività automatica che conduce ogni essere umano a profondere rapidi sforzi per evitare la sofferenza. Questi sforzi, ironicamente, possono essere di per sé apportatori di ulteriore sofferenza, poiché si basano su ideali irrealistici di “trasparenza” emotiva, rimarcano l’inaccettabilità del momento presente e pongono gli obiettivi di felicità nel futuro. La mindfulness promuove esperienze di accoglimento del presente, di comprensione più ampia e delicata delle difficoltà e di tolleranza delle emozioni e delle percezioni negative quali esperienze da includere ed attraversare con equanimità nel proprio percorso esistenziale.

“Equanime è quello stato emotivo stabile, responsivo e non reattivo, propizio alla focalizzazione dell’attenzione sul momento attuale e caratterizzato da costanza dell’umore, distacco e serenità al cospetto delle cose e dei fenomeni effimeri”

Mindfulness e la famiglia

Essere genitori puo’ diventare un’esperienza che ci rende più umili. Troppe cose sono incerte e imprevedibili. Organizziamo e anticipiamo e cerchiamo più gioia possibile ma noi non possiamo controllare tutto. Di fronte a questo possiamo invece cercare di insegnare ai nostri figli a sviluppare semplici capacità come quella di gestire gli alti e bassi della vita usando calma e saggezza. Ma per fare questo dobbiamo coltivare queste carattersitiche prima in noi stessi.

Supporto alle famiglie

Servizio consulenza legale

L’ADHD Piemonte mette a disposizione ai soci iscritti un servizio gratuito di consulenza legale per offrire consigli utili ad affrontare meglio problematiche dove sia necessario con un avvocato esperto in minori

Per info
adhdpiemonte5@gmail.com Avvocato (Minori e Famiglia) De Lauso Benedetto

Agevolazioni per soci ADHD Piemonte

L’ADHD Piemonte, comprendendo come il dover affrontare per le famiglie percorsi riabilitativi a lungo termine possa rappresentare un investimento economico notevole ha predisposto un protocollo di intesa etico con i propri collaboratori tecnici esperti in ADHD che permette di ricevere supporto terapeutico e consulenza scolastico a tariffa agevolata. Scheda richiesta adesione socio scarica link